GOLDONI: Compagnia Lombardi-Tiezzi presenta “Non si sa come” di Luigi Pirandello

16 marzo 2015 19:14 Commenti disabilitati
una scena

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LIVORNO – Prosegue con “Non si sa come”, uno dei drammi più feroci e strazianti di Luigi Pirandello,  la Stagione di prosa del Teatro Goldoni organizzata in collaborazione con Leg e Menicagli pianoforti: sarà la pluripremiata Compagnia Lombardi-Tiezzi, da oltre 40 anni punto di riferimento nell’affrontare testi capitali della drammaturgia moderna, a portare in scena uno spettacolo di rara eleganza, intenso e coinvolgente, forte del successo di critica e pubblico che sta riscotendo con questa sua nuova tournée.
Con la regia di Federico Tiezzi, che firma la drammaturgia insieme a Sandro Lombardi, “Non si sa come” si avvale del raffinato impianto scenico realizzato da Pier Paolo Bisleri, i bellissimi costumi di Giovanna Buzzi, e soprattutto della solida interpretazione di un quintetto di affiatati e bravi attori: al fianco dello stesso Sandro Lombardi, impegnato nel ruolo del tormentato protagonista Romeo Daddi, saliranno sul palcoscenico Pia Lanciotti, Francesco Colella, Elena Ghiaurov e Marco Brinzi.
Tornando a Pirandello dopo aver messo in scena nel 2007 I giganti della montagna, Tiezzi conferma attraverso un lavoro drammaturgico attento, lungo e paziente, il suo interesse per la fase estrema del drammaturgo siciliano: Non si sa come, costituisce un’ ideale ulteriore riflessione scenica sull’ebbrezza e la tortura dell’amore tra colpa e desiderio: un amore inteso non solo come manifestazione emotiva, ma come lo spazio di una violenta verifica della “tenuta” della condizione umana tra memoria e oblio, tra realtà e sogno, alla scoperta di quegli atti inconsapevoli che condannano le esistenze.

Scritta a Castiglioncello durante una villeggiatura nel 1934, l’anno che valse a Pirandello il Premio Nobel per la letteratura, “Non si sa come” ebbe la sua prima italiana nel dicembre del 1935 al Teatro Argentina di Roma in piena dittatura fascista. Il sipario si apre su un quadretto di genere idillico, quasi stucchevole: in un’elegante villa, si ritrovano quattro giovani evidentemente appartenenti ad una borghesia agiata, tutti si direbbe di bell’aspetto, reciprocamente innamorati l’uno dell’altra le due coppie di coniugi, ma che invece nascondo un altro spazio, meno evidente e tuttavia molto più reale di quello che appare. Nella ricostruzione di Tiezzi, i protagonisti sono quattro musicisti, che si danno appuntamento per fare musica insieme, ma che invece finiranno per dilaniarsi a vicenda. Al centro del dramma vi è il rovello di Romeo Daddi, che, dopo aver ceduto un momento alla passione per Ginevra, moglie dell’amico Giorgio, si rende conto di quanto sia facile commettere un atto che forse può rivelarsi una colpa, senza averne responsabilità, perché il fatto è accaduto non si sa come, fuori della coscienza di chi lo ha compiuto. “Con Romeo porto in scena uno dei personaggi più intensi e difficili che io abbia mai interpretato – afferma Sandro Lombardi, l’attore toscano otto volte Premio Ubu per interpretazione e miglior spettacolo – Romeo porta in sé una grande malinconia ed una grande rabbia, ma allo stesso tempo la voglia di perdono, di comprensione; ha la forza di guardarsi dentro ed estende le sue riflessioni al mondo che lo circonda. Vive un dolore profondo che nasce dalla sofferenza di chi tira le somma delle cose fatte nella vita e si rende conto di avere sbagliato, avendo commesso atti negativi anche senza volerlo nei confronti delle persone che amava”. Preso dall’irrefrenabile desiderio di scoprire negli altri questi delitti, Romeo dà inizio a una specie di seduta freudiana di gruppo. Da questa situazione di partenza Pirandello svolge uno dei suoi drammi più complessi, immergendosi, come armato di un bisturi dell’animo, nei labirinti segreti del cuore e della psiche umani: “Le commedie sono delle macchine diaboliche – prosegue Lombardi – Pirandello riesce ad avvincere la tensione degli attori con dei personaggi che mantengono un’umanità colossale”.

La Locandina

con Marco Brinzi, Francesca Colella, Elena Ghiaurov, Pia Lanciotti
drammaturgia Sandro Lombardi e Federico Tiezzi
scene Pier Paolo Bisleri
costumi Giovanni Buzzi
disegno luci Gianni Pollini
regia Federico Tiezzi

L’attore e la compagnia incontreranno il pubblico livornese mercoledì 18 marzo, alle ore 18 presso la sala Mascagni del Teatro Goldoni, intervistati dalla giornalista Teresa Giannoni.

Appuntamento:  martedì 17 marzo,  ore 21,00 e mercoledì, h.21,00

Dove? Teatro Goldoni

la redazione

 

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