Cultura: Prorogata fino a mercoledì 9 aprile la mostra dell’artista livornese Renato Spagnoli Mercoledì 9 alle 17.30 presentazione del catalogo alla presenza dell’artista

4 aprile 2014 19:58 Commenti disabilitati
Renato Spagnoli e le su A

Renato Spagnoli e le su A

LIVORNO  – La mostra di Renato Spagnoli allestita nella sala degli Archi della Fortezza Nuova- che ha avuto una importante affluenza di pubblico – sarà prorogata fino a mercoledì 9 aprile (anziché chiudersi domenica).

Si potrà quindi visitare, oltre che nel week-end, anche nei giorni di martedì 8 e mercoledì 9 aprile (in orario 10-12 e 17-19 tutti i giorni, escluso il lunedì, giorno di chiusura). Ingresso gratuito.

Mercoledì 9 aprile, giorno del “finissage“, sarà anche presentato il catalogo realizzato da Comune di Livorno e dalla curatrice della mostra Antonella Capitanio. L’appuntamento è alle ore 17.30.

Saranno presenti l’Assessore alle Culture del Comune Mario Tredici e l’artista

“A Spagnoli, 1960-1970” è il titolo della personale dell’artista livornese Renato Spagnoli

Ventitre le opere in mostra, tra dipinti, sculture e installazioni realizzate nel decennio che va dal 1960 al 1970, “Alle origini dell’Arte” di Spagnoli , quando l’artista cominciò a maturare opere dominate dalla reiterata presenza della lettera A, quella lettera divenuta tra l’altro segno urbano nella città di Livorno grazie alla monumentale A realizzata per piazza Attias nel dicembre 2011.

“A Spagnoli” – come commenta la curatrice dell’esposizione Antonella Capitanio – può essere una dedica, un omaggio che la città vuole rivolgere  a questo concittadino, oggi ottantacinquenne,   che con le sue “composizioni” astratte ha  preso parte alle più prestigiose  mostre d’avanguardia d’Europa, ma può essere anche l’evocazione dell’opera-segno costante della sua produzione, la A appunto, sin dagli anni Sessanta quando la sua passione per la pittura approda ad un linguaggio personale identitario e riconoscibile.

“ Nel decennio ‘60-‘ 70– afferma sempre la curatrice- la lettera A inizia con l’emergere come una sorta di ideogramma dall’incrocio di rotte geometrie fatte di ampi segni neri, fino a reiterarsi nelle sue variazioni tipografiche , astraendo dal suo essere segno significante per farsi pura forma visiva”.

Tutto questo, insieme a documenti coevi che testimoniano l’attenzione immediata per questa sua ricerca, sarà  visibile nell’esposizione.

la redazione

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